Close
fb
0
Parenting Checklist

Iperprotezione: qual è il confine tra cura o controllo?

Le ricerche mostrano che sempre più genitori tendono a proteggere eccessivamente i propri figli. Tuttavia, questo stile educativo ostacola la crescita dei ragazzi, oltre a rendere più difficile la vita dei genitori.

In cosa l’iperprotezione si distingue dalla cura dei figli? Cosa fare se ti riconosci in questa descrizione? Proviamo a capirlo insieme.

Come si manifesta l’iperprotezione

L’iperprotezione si verifica quando i genitori sono eccessivamente coinvolti nella vita del figlio: controllano ogni passo, prendono decisioni al posto suo e intervengono anche nei minimi dettagli.

Per esempio, la madre chiama l’insegnante per chiedere perché il figlio non ha preso il voto massimo oppure il padre si occupa di organizzare le occasioni in cui il figlio può uscire con gli amici. In altri casi, può accadere che i genitori soddisfino ogni richiesta dei figli, anche irragionevole, pur di evitare di deluderli.

Alla base dell’iperprotezione ci sono spesso l’affetto e la paura: il desiderio di proteggere i figli da fallimenti e difficoltà.

Da dove deriva l’iperprotezione

Inoltre, l’iperprotezione affonda le radici nell’ansia dei genitori e nelle loro esperienze infantili, nonché nel loro desiderio di prevenire ogni possibile problema per i figli.

Un mondo percepito come pericoloso

I genitori di oggi hanno a disposizione un’enorme quantità di informazioni: social network, notizie, storie di bullismo, rapimenti, truffe. Tutto questo può far sembrare il mondo esterno imprevedibile e minaccioso.

L’ansia dei genitori

Quando il livello di ansia è alto, controllare il figlio diventa un modo per gestire la propria inquietudine.

Le esperienze del proprio passato

Se da bambini abbiamo ricevuto poca attenzione, possiamo cercare di compensare con i nostri figli. Se abbiamo vissuto esperienze dolorose o traumatiche, faremo di tutto per evitare che loro si trovino in situazioni simili.
Talvolta i genitori arrivano a leggere i messaggi privati o ad ascoltare le conversazioni dei figli, pur di proteggerli da esperienze negative.

Perché l’iperprotezione non è vera cura dei figli

I bambini hanno bisogno di aiuto e protezione. Ma quando gli adulti fanno tutto al loro posto, l’aiuto si trasforma in controllo.

I figli cresciuti in famiglie iperprotettive di solito si sentono amati. Tuttavia, nel tempo, l’eccesso di protezione può minare l’autostima e l’autonomia, generando ansia o ribellione.

In queste famiglie spesso gli adolescenti:

  • mentono per ottenere un po’ di libertà;
  • si chiudono in sé stessi e diventano timidi;
  • perdono fiducia negli adulti;
  • faticano a costruire relazioni con i coetanei;
  • ritardano il processo di crescita perché non sono preparati a essere indipendenti.

L’eccessiva protezione ostacola la formazione di legami sani. Il ragazzo non impara a fidarsi di sé stesso e degli altri; inoltre può avere la sensazione di essere costantemente osservato e giudicato.

Anche i genitori ne risentono: vivono in uno stato di costante tensione ma il controllo che attuano non porta ai risultati sperati. Il figlio continua comunque a sbagliare, a discutere, a soffrire e il genitore può iniziare a dubitare di sé.

Come smettere di essere iperprotettivi 

Essere iperprotettivi non significa essere cattivi genitori. Il primo passo è riconoscere di avere questa tendenza. Il secondo è imparare gradualmente a lasciar fare di più i propri figli.

Inizia con piccoli passi

L’ansia non sparirà se mandi improvvisamente tuo figlio a vivere da solo in un’altra città, cercando di resistere alla tentazione di controllarlo. È meglio invece procedere gradualmente:

  • Lascia che esca da solo per fare delle commissioni.
  • Lasciategli affrontare le situazioni anche sapendo che potrà fare degli errori.
  • Se torna con qualche minuto di ritardo, prova ad aspettare prima di chiamarlo. Probabilmente non c’è nessun problema.

Impara a distinguere tra ansia e pericolo reale

Capire la differenza tra una paura immaginata e un rischio concreto aiuta a ridurre lo stress. Prova a chiederti:

  • Ha le capacità necessarie per affrontare questa situazione?
  • Cosa potrebbe realmente andare storto?
  • Mi fido di mio figlio? Se no, perché?

Riconosci le tue emozioni

Tu hai il diritto di avere dei timori, di preoccuparti, di voler proteggere tuo figlio. Ma non è necessario trasformare tutto questo in una forma di ipercontrollo. A volte può essere utile parlarne con il partner, un amico o uno psicologo, oppure dire a sé stessi con sincerità: “Ho paura che possa succedere qualcosa. Ma non voglio che la mia paura ostacoli la vita di mio figlio”.

Sostieni invece di controllare

Sii per tuo figlio un punto di riferimento, non un sorvegliante. Ad esempio, puoi dirgli:
“Se non ce la fai, puoi sempre chiamarmi o venire da me”
“Sono qui se hai bisogno di aiuto”
“Proviamo insieme e poi vai avanti da solo?”

Stabilisci delle regole in accordo con tuo figlio

  • Invece di interrogarlo ogni sera con domande come “Dove sei stato? Con chi? Perché sei tornato così tardi?”, concorda con tuo figlio delle regole chiare:
    dirti dove va e a che ora tornerà;
  • avvisarti se c’è un cambiamento di piano;
  • tenere il telefono carico e acceso.

Permetti a tuo figlio di sbagliare

La resilienza non è una qualità innata, ma si sviluppa attraverso l’esperienza. Anche se non vorresti vedere i tuoi figli che sbagliano, è proprio da questi errori che nasce la loro capacità di autonomia.

Smettendo di controllare tuo figlio in tutto, non diventi un cattivo genitore, ma un genitore che si fidano del proprio figlio. La fiducia nelle proprie capacità è il dono più prezioso che puoi offrire a un giovane che sta crescendo.

Получите чек-лист подготовки к школе на свою почту
Read More
Download for free on iOS or Android
iphone-X
Mobile application Findmykids
See your child's movements on the map, listen to what is happening around the phone when you are not near. Send a loud signal if the child doesn't hear a call from you
Download for free on iOS or Android
Download app
iphone-X