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Parenting Checklist

Perché un adolescente si dimostra aggressivo e che cosa fare

Dietro l’aggressività di un adolescente spesso ci sono emozioni intense: rabbia, ansia, confusione o un senso di ingiustizia, che non sempre riesce a esprimerle a parole. Allora le emozioni si manifestano con urla, caparbietà, suscettibilità, conflitti.

Questo non significa che ci sia qualcosa che non va nel ragazzo. Il comportamento aggressivo è un tentativo di gestire le tensioni interne. Vediamo quindi da dove nasce l’aggressività e come si può affrontarla.

Perché gli adolescenti diventano aggressivi

Tra i 10 e i 17 anni il sistema nervoso degli adolescenti si riorganizza. Le emozioni diventano più intense e per ora è difficile controllarle. Il ragazzo reagisce in modo più intenso allo stress e all’ingiustizia, soprattutto nelle relazioni: a scuola, con gli amici, in famiglia o online.

Dietro un comportamento esteriormente brusco spesso si nascondono insicurezza, la sensazione di non essere ascoltati e capiti o il bisogno di autonomia. Quest’ultimo è particolarmente forte tra i 13 e i 15 anni.

Cosa può scatenare l’aggressività

Il comportamento aggressivo non nasce dal nulla: c’è sempre qualcosa che lo innesca. Alcuni fattori possono aumentare questa tendenza:

  • Atmosfera tesa in famiglia con critiche continue, conflitti tra i genitori, mancanza di sostegno.
  • Sensazione di essere soli e inutili, per esempio quando è difficile trovare un linguaggio comune con i coetanei o non ci si sente parte del gruppo.
  • Mancanza di sonno e affaticamento per carico di studio elevato, sveglia molto presto, ansia prima degli esami.
  • Problemi di autostima – se l’adolescente sente di non farcela, può difendersi attaccando.
  • Confronto continuo tra sé e gli altri e bisogno di adeguarsi per essere “come tutti” o “migliori di tutti”.

Tutti questi fattori si accumulano e l’esplosione delle emozioni sotto forma di aggressività diventa l’unico modo per scaricare la tensione, se non se ne offre un altro.

Cosa possono fare i genitori

  • Non discutere nel momento della crisi. Il cervello sotto stress non ascolta i ragionamenti. Meglio mostrarsi calmi: “Io sono qui. Parliamone quando ti sentirai pronta”.
  • Rispettare il bisogno di autonomia. Discutete le regole, spiegare il perché e cercare un accordo, invece di imporre. Gli adolescenti accettano molto più volentieri le richieste che percepiscono come giuste.
  • Insegnare a gestire le emozioni. Si possono usare tecniche di respirazione, attività fisica, creatività, tenere un diario.
  • Elogiare gli sforzi. Anche un piccolo passo è motivo di sostegno: “Oggi hai cercato di non esplodere, l’ho notato. È una buona cosa.

Quando chiedere aiuto

Se l’aggressività diventa ricorrente, danneggia le relazioni, incide sullo studio o si accompagna a forte chiusura, è il caso di rivolgersi a uno psicologo o uno psichiatra che potrebbe suggerire metodi come:

  • la terapia cognitivo-comportamentale (CBT);
  • il counseling familiare;
  • i programmi di regolazione emotiva.

L’aggressività adolescenziale non è una condanna, ma un segnale che l’adolescente sta male. Con sostegno e attenzione si può superare insieme anche il periodo più burrascoso.

Fonti:

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