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Lista di controllo per genitori

Una pausa ogni 30 minuti: perché gli occhi di tuo figlio hanno bisogno di staccare dallo schermo

Quando un bambino è incollato allo schermo, sbatte le palpebre circa tre volte meno del normale: 4-5 volte al minuto invece di 15. I suoi occhi si seccano velocemente senza che se ne accorga, perché è assorbito da un gioco o da un video. Il risultato: arrossamento, prurito e, col tempo, possibili problemi alla vista.

La maggior parte dei genitori lo sa già: i discorsi seri sui danni degli schermi, le spiegazioni scientifiche e persino i divieti non funzionano granché. Quello che funziona sono i promemoria regolari, senza toni troppo autoritari, per fare in modo che, poco alla volta, il cervello trasformi le pause in un’abitudine.

Cosa succede all’interno dell’occhio

Quando un bambino guarda lo schermo, un piccolo muscolo all’interno dell’occhio, detto muscolo ciliare, si contrae. Si serra sul cristallino per consentire la messa a fuoco delle immagini da vicino. Per tutto il tempo in cui il bambino guarda un cartone o supera il livello di un videogioco, questo muscolo non si rilassa nemmeno per un secondo. Immagina di tenere in mano una busta della spesa con il braccio teso per mezzora. È più o meno questo lo sforzo del muscolo ciliare.

Gli oculisti lo chiamano “affaticamento visivo digitale” e i numeri non sono incoraggianti: durante la pandemia, con la didattica online quotidiana, la diffusione di questo disturbo tra i bambini è salita al 50-60%.

Il tempo schermo e la vista in generale: la miopia

Un importante studio del 2024 ha rilevato che un bambino su tre nel mondo è miope. Negli ultimi 30 anni, la percentuale di bambini miopi è passata dal 24% al 36%. Se la tendenza attuale prosegue, entro il 2050 i bambini e gli adolescenti miopi supereranno i 740 milioni.

Il rischio di miopia aumenta drasticamente quando il tempo schermo supera un’ora al giorno e continua a salire con ogni ora in più.

Più precocemente si manifesta la miopia, più rapidamente progredisce, portando con sé un rischio maggiore di distacco di retina, glaucoma e cataratta precoce: cose a cui nessuno vuole pensare quando il proprio figlio ha appena sei o sette anni.

Il potere di una pausa

Quando un bambino distoglie lo sguardo dallo schermo e mette a fuoco qualcosa in lontananza, dentro l’occhio succedono diverse cose importanti contemporaneamente.

Il muscolo si rilassa. Il cristallino allenta la presa sulla messa a fuoco da vicino e l’intero apparato visivo tira il fiato. È un po’ come posare finalmente la busta della spesa sul tavolo.

Il battito delle palpebre torna normale. L’occhio si idrata da solo, naturalmente, senza colliri e senza strofinamento.

I sintomi di secchezza e affaticamento si attenuano. Uno studio del 2023 ha dimostrato che i promemoria automatici delle pause riducevano in modo misurabile i sintomi di occhio secco e affaticamento visivo. Ma c’è un dettaglio importante: una volta disattivati i promemoria, i sintomi tornavano nel giro di una settimana. In altre parole, non è questione di uno sforzo eroico una tantum, ma di costanza. Le pause funzionano solo quando diventano un’abitudine.

Cosa fare durante la pausa

La raccomandazione tipica degli oculisti è la regola del 20-20-20: ogni 20 minuti, guardare qualcosa ad almeno 6 metri (20 piedi) di distanza per 20 secondi. L’American Academy of Ophthalmology la consiglia come abitudine semplice e a costo zero.

Se il bambino è troppo piccolo per ragionare in minuti, secondi e metri, si può provare a trasformare la pausa in un gioco.

“Cosa vedi?” Andate alla finestra e descrivete l’oggetto più lontano che riuscite a vedere: un albero, un’antenna, una nuvola a forma di cane. Questo sposta la messa a fuoco dal vicino al lontano, che è esattamente ciò di cui gli occhi hanno bisogno.

Gara di ammiccamento. Sbattete le palpebre il più velocemente possibile per 15 secondi. Di solito i bambini lo trovano molto divertente e intanto gli occhi si riposano.

Sguardo al soffitto. Chiudete gli occhi, reclinate la testa all’indietro e restate così per mezzo minuto. Bonus: oltre agli occhi, si rilassa anche il collo.

Alzarsi e fare stretching. Stare immobili davanti allo schermo non affatica solo gli occhi: anche schiena, collo e spalle ne risentono. Basta alzare le braccia in alto, stirarsi, piegarsi un po’ e tutto il corpo si resetta.

L’oculista pediatrica dott.ssa Luxme Hariharan suggerisce ai genitori di tenere a mente un semplice acronimo: BLINK.

  • B — Blink (ricordategli di sbattere le palpebre)
  • L — Lubricate (mantenete gli occhi idratati)
  • I — Inches away (tenete lo schermo a 50-60 cm di distanza)
  • N — Night mode (ridurre la luminosità dello schermo la sera)
  • K — Keep breaks (non saltate le pause)

La luce del sole: la medicina migliore che non si compra in farmacia

Le pause alleviano lo sforzo nell’immediato e danno agli occhi il tempo di recuperare. Ma c’è un fattore che gli scienziati ritengono essere la migliore prevenzione contro la miopia: la normale luce diurna.

L’American Academy of Ophthalmology raccomanda che i bambini trascorrano 1-2 ore all’aperto ogni giorno. Questo perché all’esterno il livello di illuminazione va da 10.000 a 130.000 lux, anche nelle giornate nuvolose. In una stanza ben illuminata al massimo ci sono 1.000 lux. La luce intensa del giorno stimola il rilascio di dopamina nella retina, che rallenta l’allungamento del bulbo oculare, ovvero il fenomeno che causa la miopia.

L’esempio più impressionante viene da Taiwan. Nel 2010, il Ministero dell’Istruzione ha imposto a tutte le scuole elementari di portare gli studenti all’aperto per almeno due ore al giorno. Il risultato: dopo decenni di crescita ininterrotta, il tasso di miopia tra gli alunni delle elementari ha iniziato a scendere, dal record del 50% nel 2011 al 46% nel 2015. Nessun farmaco ha mai ottenuto un effetto simile su scala nazionale.

Una nota importante: per questo rimedio, non è per forza necessario fare sport o un’attività intensa. Passeggiare, sedersi al parco, andare in monopattino, va bene tutto. Ma uscire e fissare il telefono no: l’effetto protettivo dipende sia dalla luce intensa sia dallo spostamento della messa a fuoco su lunghe distanze.

Prendersi cura degli occhi è semplicemente una buona abitudine

Gli schermi dei dispositivi fanno ormai parte della nostra vita. I bambini li usano per imparare, comunicare, guardare ciò che li appassiona. Sequestrare i dispositivi non è la soluzione e, siamo onesti, non è nemmeno realistico. Ma, dato che gli occhi di un bambino stanno ancora crescendo e sviluppandosi, il modo in cui usa lo schermo a sei o dieci anni influisce direttamente sulla sua vista da adulto.

Una pausa ogni 30 minuti è come lavarsi i denti: un gesto piccolo e semplice, facile da inserire nella giornata, che può migliorare la vista di tuo figlio per tutta la vita.

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