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Lista di controllo per genitori

Allergie nei bambini: ciò che ogni genitore deve sapere

L’allergia, in pratica, è un errore del sistema immunitario che identifica una sostanza innocua come una minaccia e, di conseguenza, la attacca. Al primo contatto con un allergene, l’organismo lo memorizza e produce degli anticorpi. Al contatto successivo, quegli anticorpi scatenano la reazione. Ecco perché raramente le allergie si manifestano in occasione della prima esposizione a una sostanza: prima il corpo impara a riconoscere l’allergene e poi reagisce.

Le allergie alimentari colpiscono il 6–8% dei bambini, ovvero circa 1 su 15. Le sostanze che ne sono principalmente responsabili sono latte, uova, pesce, frutta secca e in particolare le arachidi. Altre reazioni allergiche diffuse possono essere innescate da pollini, animali domestici, alcuni farmaci e dalle punture di insetti.

I sintomi possono essere molto diversi: naso che cola, tosse, difficoltà respiratorie, sfoghi cutanei e prurito, gonfiore, nausea, dolori addominali, vertigini. A volte può essere coinvolto il sistema nervoso: in questi casi, il bambino appare insolitamente assonnato o può comportarsi in modo strano. I sintomi di norma compaiono entro due ore dal contatto con l’allergene, tuttavia possono manifestarsi anche prima o dopo.

Misure di primo soccorso in caso di reazioni allergiche lievi

In caso di orticaria, prurito o leggero gonfiore lieve, eliminare se possibile l’allergene, somministrare il medicinale indicato dal medico e applicare un impacco freddo. Anche se i sintomi migliorano, è necessario tenere d’occhio il bambino per diverse ore, perché potrebbero ripresentarsi.

Se il bambino ha difficoltà a respirare o si sente soffocare, farlo sedere ma non distendere. Non dargli da mangiare o da bere. Monitorare il respiro e lo stato di coscienza, restandogli accanto fino all’arrivo dei soccorsi.

Quando chiamare subito un’ambulanza

È il caso di chiamate subito un’ambulanza se:

  • il bambino presenta difficoltà respiratorie, respiro sibilante o voce rauca;
  • la lingua o la gola si stanno gonfiando;
  • il bambino ha perso conoscenza o improvvisamente diventa molto debole;
  • compaiono pallore, sudore freddo o calo di pressione;
  • i sintomi peggiorano nonostante le misure adottate.

Anafilassi ed edema di Quincke (angioedema): qual è la differenza

L’anafilassi è una reazione sistemica grave che si sviluppa rapidamente e coinvolge più organi contemporaneamente. Di solito, i sintomi cutanei, come orticaria, gonfiore delle labbra o della lingua, si presentano insieme ad altri segni, quali difficoltà respiratoria, calo di pressione, perdita di conoscenza o forti conati di vomito. La forma più grave di anafilassi è lo shock anafilattico.

È necessario prestare particolare attenzione nei neonati, perché qualsiasi cambiamento nel loro stato, come ad esempio respirazione addominale, respiro rapido, affannoso o sibilante, tachicardia, pianto ininterrotto, spossatezza, può costituire un sintomo preoccupante.

L’edema di Quincke è un gonfiore profondo dei tessuti che si sviluppa rapidamente: dai primi segni a un gonfiore marcato possono passare da pochi secondi o qualche minuto. Colpisce più spesso labbra, palpebre, lingua, collo e viso. Diventa pericoloso quando si gonfia la laringe e compaiono voce rauca, tosse convulsa e difficoltà respiratorie. Il gonfiore della laringe compare nel 25% dei casi di edema di Quincke. Se si nota questo sintomo, è necessario chiamare immediatamente un’ambulanza, senza attendere oltre.

È importante tenere presente la possibilità di una reazione bifasica. A volte, infatti, dopo il trattamento iniziale il bambino migliora, per poi peggiorare nuovamente. In medicina si parla in questo caso di reazione bifasica. Una seconda ondata di sintomi anafilattici può comparire 4-12 ore dopo il primo episodio spesso in modo più grave.

Se il bambino ha già manifestato una reazione allergica grave, chiedere al medico quali farmaci o trattamenti di emergenza è opportuno tenere sempre a disposizione.

Se il bambino ha già avuto una reazione allergica

Portare il bambino da un allergologo, che sarà in grado di effettuare delle prove per identificare lo specifico allergene specifico e di spiegare cosa fare in caso di un altro episodio. Se la reazione è stata grave, il medico potrà suggerire dei farmaci di emergenza. Leggere sempre le etichette degli ingredienti dei cibi che gli vengono somministrati, oltre a informare insegnanti, allenatori, personale sanitario e in generale le persone che si trovano spesso a contatto con il bambino della sua allergia.

Punture di insetti: quando preoccuparsi

Un leggero gonfiore e arrossamento nel luogo della puntura è una reazione normale alla saliva dell’insetto, non propriamente un’allergia. Si tratta di sintomi che di solito passano da soli dopo breve tempo. Nel caso di modeste reazioni locali, si può applicare un impacco freddo e una crema lenitiva.

Quando è il caso di rivolgersi a un medico:

  • se il gonfiore si estende alle zone vicine, ad esempio dal braccio alla spalla o al collo;
  • se si gonfia l’area intorno agli occhi;
  • se compare orticaria su tutto il corpo;
  • se compaiono tosse, respiro sibilante, vomito o vertigini.

Se dopo la puntura di un insetto il bambino diventa pallido, si sente molto debole o sviene, si tratta verosimilmente di un caso di anafilassi ed è necessario chiamare immediatamente un’ambulanza.

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