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Parenting Checklist

Competenze per il futuro: cosa insegnare ai bambini oggi

Non possiamo sapere come sarà il futuro dei nostri figli. Ma possiamo aiutarli a prepararsi: sviluppare competenze utili per la vita, lo studio e il lavoro. L’importante è farlo in modo graduale, in base all’età e con il sostegno dei genitori.

Cosa sono le “competenze per il futuro”?

Non si tratta solo di conoscenze, ma anche di capacità utili per vivere e lavorare in un mondo che cambia velocemente. Spesso si parla anche di “competenzetrasversali” o “soft skill”: pensiero critico, regolazione delle emozioni e autocontrollo, comunicazione, creatività. Sono importanti a qualsiasi età e in ogni professione, come anche nella vita di tutti i giorni.

7-10 anni: il bambino impara a capire sé stesso e gli altri

A questa età il bambino inizia a prendere coscienza delle proprie emozioni e ad adattarsi alla vita sociale in classe, nelle attività extrascolastiche, in una squadra sportiva. È importante che capisca ciò che prova e cosa provano gli altri, per costruire relazioni e per saper collaborare.

Intelligenza emotiva: il bambino impara a riconoscere e a dare un nome ai propri sentimenti, a capire le emozioni altrui, a provare empatia. È la base delle relazioni sane.

Competenze di comunicazione. Iil bambino impara ad ascoltare, a collaborare con gli altri, a chiedere aiuto, a difendere le proprie idee senza aggressività.

Autocontrollo. Il bambino inizia a controllare un po’ alla volta il proprio comportamento con pazienza, resistenza e portando a termine ciò che inizia.

Come sviluppare queste competenze: giocare a “indovina l’emozione” dall’espressione del viso o dal tono di voce. Parlare di ciò che provi e perché. Commentare insieme le situazioni di scontro: “Cosa hai provato? Come si poteva fare diversamente?”.

11-13 anni: il bambino inizia a pensare, sperimentare, pianificare

La preadolescenza è il momento in cui il bambino inizia a staccarsi dai genitori, prova a essere autonomo e guarda il mondo in modo più ampio. Fa più domande, discute, si interessa al funzionamento delle cose: proprio ora è importante sviluppare il pensiero, la capacità di pianificare e quella di orientarsi nell’ambiente digitale.

Pensiero critico. Il bambino impara ad analizzare le informazioni, fare domande, non credere a tutto subito.

Pianificazione e autonomia. Il bambino impara a darsi obiettivi e a raggiungerli: fare i compiti senza che glielo si ricordi, prepararsi da solo per uscire.

Competenze digitali. Il bambino impara a distinguere le notizie false da quelle vere e a conoscere le regole della sicurezza in rete.

Come sviluppare queste competenze: analizzate insieme video, post o notizie controversi: “Secondo te è vero?”. Parlate del suo programma settimanale: studio, riposo, hobby.

Provate insieme gli strumenti per la protezione dei dati e le impostazioni della privacy; insegnagli a rispettare la riservatezza delle informazioni personali degli altri. Crea una tabella con il suo programma settimanaleo usate un’app sul suo cellulare per monitorare le abitudini del bambino.

14-17 anni: gli adolescenti guardano al futuro e si mettono alla prova

A questa età l’adolescente inizia a pensare sul serio al futuro, cerca maggiore autonomia e il proprio posto nel mondo. Prova dei ruoli, prende decisioni, si assume più responsabilità: più si sente sicuro, più gli è facile adattarsi ai cambiamenti e scegliere la propria strada.

Responsabilità. L’adolescente impara a assumersi impegni e a rispettarli: in casa, nello studio, in gruppo.

Autonomia. L’adolescente impara a capire i propri interessi e punti di forza, muovendo i primi passi verso la scelta di una professione.

Flessibilità di pensiero. Il ragazzo cerca di vedere più soluzioni, adattarsi alle nuove situazioni, senza temere di cambiare programma.

Come sviluppare queste competenze: dai al ragazzo compiti concreti, come fare la spesa, aiutare i più piccoli, portare avanti un progetto insieme. Parlate di ciò che gli interessa e del perché; sostienilo quando si mette alla prova facendo delleattività, uno stage, del volontariato. Aiutalo ad accettare il fallimento: “Cosa hai capito? Cosa proverai a fare la prossima volta?”. Non fornire soluzioni già pronte, ma poni domande e ascolta.

Le competenze non si acquisiscono da un giorno all’altro, ma vengono sviluppate gradualmente, con la pratica e con il tempo. È importante essere consapevoli che per i ragazzi è molto più facile imparare quando accanto a loro ci sono adulti che credono in loro, li sostengono e li aiutano.

Elogia i suoi sforzi e lascia che sbagli. Non avere fretta di dare risposte pronte: è meglio aiutare il ragazzo a trovare da solo la soluzione, mediante domande che gli facciano da guida. Sostienilo quando è in difficoltà, incoraggialo quando ha paura. L’importante è essere presenti.

Fonti

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