Gamer introverso: come capire un adolescente
Molti genitori si preoccupano quando il figlio o la figlia trascorre molto tempo al computer o alla console di gioco. Ma non sempre questo è il segnale di un problema.
Le ricerche mostrano che i videogiochi possono sviluppare immaginazione, attenzione e capacità di risolvere problemi. Questo è particolarmente evidente negli adolescenti che creano i propri mondi, inventano strategie e comunicano con altri giocatori.
Per un ragazzo introverso, a cui è difficile fare amicizia offline, il gioco può essere uno spazio in cui sentirsi sicuro, compreso e ascoltato. Vediamo come distinguere una passione che favorisce lo sviluppo da una situazione in cui i videogiochi iniziano a interferire negativamente con la vita quotidiana.
Quando la passione diventa un segnale di allarme
Uno studio sistematico che ha analizzato i risultati di numerose ricerche, ha dimostrato che trascorrere troppo tempo online può aumentare l’ansia e peggiorare la qualità del sonno.
Se l’adolescente esce sempre meno dalla sua stanza, smette di vedere gli amici o altera il suo ritmo sonno-veglia, è il momento di intervenire con la dovuta delicatezza.
Presta attenzione anche ad altri segnali: calo improvviso del rendimento scolastico, disturbi del sonno o dell’alimentazione, abbandono degli interessi precedenti, aggressività quando si cerca di fargli interrompere il gioco. È importante valutare lo stato emotivo generale dell’adolescente, non solo il numero di ore trascorse davanti allo schermo.
Ricorda che per molti introversi la comunicazione online è una delle principali forme di socializzazione. Un divieto totale dei videogiochi può provocare forte opposizione e aumentare il loro isolamento.
Cosa può aiutare i genitori
Un altro studio sistematico dei risultati della letteratura scientifica ha evidenziato che una solitudine prolungata può rendere più difficile per i ragazzi di comprendere le emozioni degli altri, riconoscere le proprie e gestirle. Gli adolescenti la cui vita si svolge solo online possono incontrare difficoltà nelle relazioni offline.
Nel 2025 gli scienziati hanno scoperto che quando il genitore non si limita a controllare, ma mostra un interesse sincero per ciò che il figlio fa online e nei videogiochi, si rafforza la fiducia e si riduce il rischio di dipendenza dal gioco.
Come parlare con un adolescente gamer
Gli adolescenti spesso percepiscono i videogiochi come parte della propria vita, non solo come un passatempo. Se si affronta la conversazione con critiche o divieti, non si otterrà nessun risultato. È meglio mostrare un interesse autentico per ciò che il ragazzo trova nel mondo virtuale.
Privilegia la curiosità, piuttosto che la critica. Chiedigli di mostrarti il suo gioco preferito e di spiegarti le regole.
Per rendere la conversazione più leggera e interessante, ponigli delle domande aperte: “Cosa ti piace di più di questo gioco?”, “Come scegli con chi giocare?”, “Qual è stata tua la vittoria più memorabile?”.
Cerca un equilibrio. Decidete insieme il tempo da dedicare ai giochi e alle altre attività.
Prova a trovare degli aspetti positivi nei giochi e a valorizzarli. Se il gioco include elementi creativi o di squadra, sottolineane l’importanza. Ad esempio: “Mi piace che inventi strategie con i tuoi amici nel gioco, è come fare un piccolo progetto di squadra”.
Aiutalo a trovare gli stessi interessi anche offline. Proponigli attività legate al gioco, come disegnare i personaggi o creare una versione da tavolo.
Provate a giocare insieme. Anche una breve sessione di gioco può diventare un’ottima occasione di dialogo e aiutarti a capire meglio cosa attrae tuo figlio nel mondo virtuale. Un consiglio: evita di iniziare con It Takes Two – ci abbiamo provato. È così coinvolgente che è difficile smettere.
Un caso reale
“Da bambina non capivo che senso avessero i videogiochi e per molto tempo li ho guardati con diffidenza. Un giorno però Nichi mi ha proposto di giocare insieme e, inaspettatamente, ho accettato.
Mi ha mostrato tutto, spiegandomi nel dettaglio le regole e quali pulsanti premere. Dopo qualche tentativo ce l’ho fatta. Mio figlio era molto orgoglioso! E io ho iniziato a capire meglio perché i ragazzi amano così tanto giocare e cosa li affascina. Questi mondi, le storie, le trame: è come leggere un libro ed esserne allo stesso tempo il protagonista”.
— Carina, mamma di Nichi, 14 anni.
I videogiochi possono essere sia una risorsa sia un rischio. L’importante è vedere che, dietro questa passione, c’è comunque un adolescente reale con le sue paure, le sue gioie e il suo bisogno di essere accettato. Il tuo interesse e il rispetto per il suo mondo ti aiuteranno a mantenere un dialogo con tuo figlio e un equilibrio sano del vostro rapporto.
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