Qual è il tempo schermo normale per un bambino?
Cartoni a colazione, tablet in macchina, videogiochi dopo la scuola: gli schermi sono diventati parte integrante della vita dei bambini. Ma qual è il tempo schermo normale per loro? Oltre ai limiti in ore e minuti, bisogna tenere conto anche di cosa guarda il bambino, con chi e perché.
Neonati: 0-2 anni
L’Organizzazione Mondiale della Sanità e l’APP (la principale associazione dei pediatri statunitensi) concordano nelle raccomandazioni: fino a 18 mesi è meglio fare a meno degli schermi, con l’unica eccezione della partecipazione a videochiamate con le persone care. I più piccoli hanno bisogno di essere in contatto e di comunicare dal vivo con le figure di riferimento.
Dai 18 mesi si può iniziare a mostrare al bambino qualche breve video, ma sempre insieme a un adulto. Oltre a guardare, è importante dire cosa succede sullo schermo. In questo modo per il bambino è più facile capire ciò che vede.
Bambini in età prescolare: 2-5 anni
La raccomandazione è non più di un’ora al giorno, meglio se con un genitore vicino. Invece della visione passiva è più utile farli vedere programmi educativi e parlare di ciò che accade sullo schermo. Questo aiuta a sviluppare il linguaggio e le capacità cognitive.
Bambini in età scolare: 6-10 anni
Qui è importante l’equilibrio. Il tempo non deve interferire con il sonno, lo studio e l’attività fisica. L’APP consiglia ai genitori di discutere con il bambino le regole su quando e dove si possono usare i dispositivi. La raccomandazione ottimale è di trascorrere davanti allo schermo non più di un’ora e mezzo, massimo due ore al giorno a scopo di intrattenimento, senza contare il tempo usato per lo studio.
Adolescenti: 11-17 anni
Secondo Common Sense Media, gli adolescenti trascorrono in media 8,5 ore al giorno davanti allo schermo, ma questo non è sempre negativo. L’importante è capire in che modo viene impiegato questo tempo. Aiuta il ragazzo a imparare a riconoscere i contenuti di qualità, prendendosi delle pause nell’uso dei dispositivi.
| Età | Tempo schermo consigliato | Cosa è importante considerare |
| 0-18 mesi | Niente schermi, se non per videochiamate | Adatto solo per comunicare con le persone care. Meglio evitare video di intrattenimento, a questa età è più importante la comunicazione dal vivo |
| 18-24 mesi | Solo contenuti utili insieme a te | Guardali insieme al bambino, dicendo cosa succede sullo schermo. Questo aiuta il bambino a capire e a sentirsi al sicuro |
| 2-5 anni | Fino a 1 ora al giorno | Meglio se insieme a te. Le tue spiegazioni e il tuo supporto rendono la visione più utile ed emotivamente appagante |
| 6-10 anni | Fino a 1,5–2 ore di tempo schermo per l’intrattenimento | Il tempo impiegato per lo studio non è compreso. È bene che il bambino faccia delle pause. Parla con il bambino di cosa gli piace |
| 11-13 anni | Fino a 2 ore di tempo libero davanti allo schermo | Approccio flessibile: è importante discutere con il bambino di ciò che guarda e trovare insieme un equilibrio sano |
| 14-17 anni | Tutto dipende dagli accordi | La chiave è la fiducia. Mettiti d’accordo sulle regole e discuti eventuali problemi che si presentano. Il tuo sostegno è più importante dei divieti |
Cosa è importante tenere presente
È fondamentale prestare attenzione non solo alla quantità di tempo schermo, ma anche a cosa guarda il bambino, con chi e in quali situazioni. L’UNICEF sottolinea che la visione comune e la discussione dei contenuti digitali, siano essi cartoni animati o videogiochi, spesso sono più utili dei semplici limiti di tempo.
La cosa più importante è la vicinanza. Al bambino non servono solo regole, ma un adulto di cui fidarsi.
Fonti
- Lo stato dei bambini del mondo — 2024: Pari opportunità per ogni bambino nel mondo digitale (in ingl.) , UNICEF, 2024
- Censimento digitale Common Sense: come utilizzano i media adolescenti e bambini del 2021 (in ingl.) , Common Sense Media, 2021
- Raccomandazioni su attività fisica, comportamento sedentario e sonno per bambini sotto i 5 anni (in ingl.) , World Health Organization (WHO), 2019
- Media e cervello dei bambini (in ingl.) , American Academy of Pediatrics (AAP), Pediatrics, 2016
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