Un bambino di 8 anni è scortese e polemico: cosa sta succedendo?
Tra i 7 e i 10 anni il bambino diventa più autonomo e deve confrontarsi con vari sistemi di regole, siano esse scolastiche, familiari o sociali. Un comportamento difficile a questa età non è una provocazione, ma un tentativo di valutare l’affidabilità degli adulti che lo circondano. In altre parole, il bambino mette alla prova i limiti delle relazioni sociali e la solidità dei legami di attaccamento.
Perché i bambini mettono alla prova i limiti delle relazioni sociali
I bambini tra i 7 e i 10 anni non sono più nella prima infanzia, ma non sono ancora degli adolescenti. Iniziano a rischiare, a infrangere le regole, a discutere, a essere più indipendenti e a fare “a modo loro”. Allo stesso tempo, la vicinanza dei genitori resta per loro fondamentale.
Un comportamento che agli adulti può sembrare provocatorio spesso segnala l’ansia di non perdere l’affetto dei genitori a fronte dei propri comportamenti: “Se sbaglio, la mamma mi vorrà bene comunque?”.
Mettere alla prova questi limiti è un modo del bambino per rassicurarsi del fatto che i genitori gli sono accanto anche se non è perfetto. Questa fase è molto importante per lo sviluppo della stabilità interiore e dell’autostima del bambino.
In che modo i bambini mettono alla prova i limiti sociali
Questo processo di verifica dei limiti delle relazioni può manifestarsi in modi diversi. Ecco alcuni esempi:
- Il bambino contesta perché deve fare una determinata cosa e osserva attentamente la reazione degli adulti.
- Finge di dimenticarsi le regole: “Ma io non lo sapevo…”.
- Fa intenzionalmente a modo suo, anche se gli è stato esplicitamente chiesto di comportarsi diversamente.
- Inizia a chiedere perché agli altri qualcosa è permesso e a lui o a lei no.
- Finge di essere stanco o rallenta l’esecuzione dei compiti, prendendo tempo: “Lo farò dopo”.
- Provoca il genitore fingendo di non sentire o di dimenticare quanto gli è stato chiesto.
- Confronta i propri genitori con altri adulti.
A volte la protesta può assumere forme più marcate: il bambino può essere scortese, sbattere le porte, ostinarsi. È una parte normale dello sviluppo, infatti a questa età inizia a percepirsi con la propria individualità, come una persona distinta.
Qual è il modo migliore di reagiore per i genitori
Il bambino può offendersi, discutere o lamentarsi per ottenere ciò che desidera. Non si tratta di astuzia o manipolazione, ma di un tentativo di far fronte a una situazione complessa.
Il compito del genitore è mantenere la propria fermezza, senza che essa si trasformi in un controllo troppo rigido. I limiti sono importanti, ma il rispetto e la relazione lo sono ancora di più. Bisogna sempre ricordare che dietro a un comportamento difficile si cela il bisogno di essere sostenuti.
Cosa possono fare i genitori:
- Mantenere la calma. Non è necessario dimostrare di avere sempre ragione, la cosa importante è essere un adulto affidabile.
- Riconoscere le emozioni del bambino e ricordargli con calma i suoi limiti, ad esempio dicendo “Vedo che sei arrabbiato. Ma la regola resta la stessa”.
- Distinguere chiaramente tra bisogni e desideri. Non assecondare tutto, ma nemmeno ignorare le rivendicazioni del bambino.
- Offrire delle scelte all’interno di un quadro definito, ad esempio dicendo “Lo fai adesso o dopo cena?” invece di semplicemente “Fallo”.
Il bambino mette alla prova i propri limiti sociali non perché sia “cattivo”, ma perché sta crescendo. Quanto più il genitore riesce a sostenere con calma questi test – senza offendersi o agitarsi, ma anche senza cedere – tanto maggiori sono le possibilità che il bambino cresca interiormente stabile e sicuro di sé.
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