Come insegnare a un bambino a difendersi
Quando un bambino entra in un gruppo — all’asilo o a scuola — deve iniziare a imparare a interagire con gli altri. Spesso accade che i suoi interessi non coincidano con quelli dei coetanei. Così nascono i primi conflitti, che non sempre vengono risolti facilmente.
In questo articolo vedremo come aiutare un bambino a difendersi, quali strategie di uscita dai conflitti esistono e quando è opportuno che i genitori intervengano.
Conflitti nell’ambiente infantile
Le divergenze tra bambini sono una parte normale della crescita. I bambini imparano a condividere, a proteggere ciò che è loro e a trovare accordi.
Bambini della scuola primaria: 7-10 anni
Terminato l’asilo, si aggiungono nuove cause di conflitto: l’invidia per i voti, l’attenzione dell’insegnante, le caratteristiche fisiche. In questa fase è importante aiutare i bambini a comprendere le emozioni degli altri e a cercare soluzioni pacifiche.
Adolescenti: 11-17 anni
Le discussioni diventano più cariche di emotività: gli adolescenti cercano il proprio posto tra i coetanei e provano ad attirare l’attenzione del sesso opposto. A volte i conflitti possono trasformarsi in bullismo. È importante che gli adulti riconoscano il problema in tempo e contribuiscano a fermarlo.
Insegnare al bambino a difendersi
Difendersi significa esprimere con sicurezza i propri sentimenti, saper difendere i propri confini e non permettere agli altri di violarli.
Perché il bambino riesca a farlo, è importante che i genitori gli parlino in anticipo di come comportarsi in diverse situazioni, di qual è il confine tra difesa e aggressività e quando è il caso di chiedere aiuto a un adulto.
Strategie di uscita da una situazione conflittuale
I bambini reagiscono ai conflitti in modi diversi. Ecco le principali strategie a loro disposizione:
- Competizione
Il bambino cerca di difendere i propri interessi e dimostrare di avere ragione. A volte lo fa in modo troppo insistente, per questo è importante insegnargli a esprimere la propria posizione con le parole, non con la forza. - Evitamento
A volte il bambino si allontana semplicemente dal conflitto. Non è sempre un segno di debolezza – talvolta è utile per non aggravare la situazione. L’importante è che non reprima i propri sentimenti. - Compromesso
Il bambino cerca un punto d’incontro tra i propri interessi e quelli dell’altro. È una competenza utile, ma è importante che il compromesso non diventi una rinuncia dettata dalla paura. - Smorzare il conflitto
Talvolta i bambini cedono per evitare una lite: danno all’altro il loro giocattolo o accettano l’opinione altrui. È importante spiegargli che la pace non richiede sempre un sacrificio e che difendersi è del tutto normale. - Interruzione del rapporto
Dopo un litigio il bambino può smettere di comunicare. È una reazione naturale, soprattutto nei più piccoli. Con il tempo imparerà a ristabilire il contatto, se sentirà il sostegno degli adulti. - Collaborazione
È il modo più efficace di affrontare i conflitti. Il bambino impara a negoziare, cercare una soluzione comune e comprendere i sentimenti degli altri. Questo approccio rafforza il rispetto e la fiducia in sé.
Come aiutare il bambino
È importante che il bambino sappia che sei dalla sua parte e pronto ad aiutarlo. Non rimproverarlo e non alzare la voce, perché questo aumenterebbe solo la sua ansia. Meglio spiegargli con calma che i suoi sentimenti e i suoi interessi sono importanti quanto quelli degli altri e che quella di difendersi è una capacità che si può imparare.
Se il bambino è ancora piccolo e non riesce a gestire la situazione da solo, intervieni per aiutarlo: è importante che veda che gli adulti sono presenti e pronti a sostenerlo.
Provate insieme a creare un “piano d’azione” per i conflitti. Per esempio:
- Se qualcuno cerca di prendergli un giocattolo, può dire: “È il mio giocattolo, lo sto usando io. Vuoi che giochiamo insieme dopo?”;
- e qualcuno mostra aggressività: “Mi fai male. Per favore fermati, altrimenti lo dirò a un adulto”;
- e l’altro non ascolta, è importante chiedere aiuto all’educatore, all’insegnante o a un adulto vicino.
Potete mettere in scena queste situazioni come un gioco o discuterle insieme: “Cosa farai se ti prendono in giro?”, “E se qualcuno ti spinge?”. Così il bambino impara a non bloccarsi e a reagire con calma alle situazioni spiacevoli.
I conflitti sono una parte naturale della crescita: attraverso di essi i bambini imparano a comprendere sé stessi e gli altri. Il compito dei genitori non è proteggere il bambino dai disaccordi con gli altri, ma aiutarlo a trovare modi sicuri per risolverli. Il sostegno e la calma degli adulti danno al bambino la sicurezza che, anche in una situazione difficile, non sarà lasciato solo.
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