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Parenting Checklist

Fare i compiti con il bambino: è un aiuto o un danno?

A volte facciamo i compiti insieme ai nostri figli. In alcune famiglie succede perché il bambino ha difficoltà e chiede aiuto. Altri adulti si preoccupano dei voti e cercano di prevenire eventuali problemi. A volte, invece, il bisogno di controllare lo studio è legato alle ansie dei genitori.

Sono situazioni comuni a molte famiglie. Ma è importante chiedersi se questo tipo di aiuto favorisce davvero l’autonomia del bambino, la sua sicurezza e la capacità di affrontare le difficoltà.

Cosa mostrano le ricerche

Secondo diversi studi, il coinvolgimento dei genitori nella vita scolastica del figlio è in generale positivo: i bambini si sentono più sicuri, meno ansiosi e si adattano meglio al carico scolastico. Tuttavia, l’aiuto nei compiti a casa produce risultati contrastanti.

Un’analisi statistica dei risultati in letteratura evidenzia che i bambini che ricevono aiuto molto frequentemente tendono talvolta ad avere risultati peggiori. Tutto dipende però dalla forma dell’aiuto: quando gli adulti sostengono l’interesse e fanno domande, l’effetto è positivo. Al contrario, fare i compiti al posto del bambino o esercitare un controllo eccessivo ostacola il suo rendimento.

Altri studi sottolineano che lo stile di aiuto è fondamentale. Sostenere l’autonomia e rispettare l’impegno del bambino influisce positivamente sulla motivazione e sulla fiducia in sé. Un controllo costante e un’eccessiva protezione, invece, indeboliscono la capacità di ’iniziativa e ostacolano lo sviluppo del senso di responsabilità.

Altri aspetti evidenziati dalle ricerche

L’effetto dell’aiuto da parte dei genitori dipende dall’età del bambino, dal contesto familiare e dalle caratteristiche culturali. I bambini più piccoli traggono beneficio dal fatto che gli adulti li aiutino a organizzare il tempo e spieghino loro come svolgere i compiti. Per i più grandi sono più importanti la fiducia e la possibilità di fare da soli.

Quando i genitori rispettano l’impegno del bambino e credono nelle sue capacità, la sua ansia si riduce e la sicurezza in sé stesso aumenta. Al contrario, un aiuto accompagnato da irritazione o ansia da parte dell’adulto produce l’effetto opposto: il bambino teme di sbagliare e perde interesse.

Infine gli studi esistenti mostrano inoltre che, quando il rendimento peggiora, i genitori tendono ad aumentare il controllo, ma questo riduce ulteriormente motivazione e risultati, creando così un circolo vizioso.

Perché fare i compiti insieme può essere un ostacolo

Svolgere i compiti insieme non sempre è utile. A volte i genitori desiderano sinceramente essere di aiuto, ma in pratica le conseguenze non sono quelle desiderate.

Il genitore assume il ruolo di un “secondo insegnante” e il bambino fatica a sviluppare la sua autonomia.
I compiti diventano terreno di conflitto invece che di crescita.
Quando i genitori fanno il lavoro al posto del bambino, quest’ultimo non migliora le proprie competenze, perde interesse e inizia a percepire i compiti come un problema degli adulti, che non lo riguarda.
Il bambino non studia per sé, ma per soddisfare le aspettative dei genitori.
La sua ansia aumenta, soprattutto se ogni occasione è accompagnata da critiche o controlli continui.

Come aiutarlo nel modo giusto

L’aiuto nei compiti può essere utile se favorisce l’autonomia del bambino e crea un clima sereno. L’importante è non fare i compiti al suo posto, ma aiutarlo a trovare da solo la soluzione.

Mostra interesse per il suo approccio. Chiedigli da dove intende iniziare e come pensa di risolvere l’esercizio. Questo tipo di interesse dimostra rispetto per il suo impegno e lo aiuta a pensare in modo autonomo.

Sostieni la sua autonomia. Guidalo verso la risposta senza fornirgliela subito. Gli errori fanno parte dell’apprendimento e la possibilità di correggerli da soli rafforza la fiducia nelle proprie capacità.

Fai domande invece di dare soluzioni. Le domande aiutano il bambino ad arrivare da solo alla risposta e sviluppano le sue capacità di ragionamento e analisi.

Fornisci un sostegno emotivo. Contribuisci a creare un clima di serenità. Loda non solo le risposte corrette, ma anche l’impegno, la pazienza e i vari passi verso la soluzione.

Aiutalo a organizzarsi. Prepara uno spazio per lo studio idoneo, aiutalo a gestire il tempo, senza dimenticare le pause. Questo riduce lo stress e gli insegna a pianificare lo studio.

Fare i compiti insieme non è obbligatorio. Il coinvolgimento dei genitori è davvero importante, ma conta più lo stile dell’aiuto che il tempo passato su libri e quaderni. Sostegno, fiducia e interesse sono molto più efficaci del controllo e delle pressioni.

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